Le persone e i talenti che ti cambiano l’hotel

Una abilità riconosciuta agli imprenditori, che stanno facendo la differenza nei loro settori di operatività, è il sapere evidenziare la fonte di ricchezza che è quella più vicina a noi e che può davvero fare la fortuna o la rovina di ognuna delle nostre imprese: l’intraprendenza, la motivazione e le capacità individuali dei nostri collaboratori. 

Non è vero, infatti, che quando si hanno i collaboratori giusti si riescono a fare buoni profitti anche in un settore calante? E non è forse vero, anche, che in mancanza di buoni collaboratori, si corre il rischio di non riuscire a sfruttare anche eccellenti opportunità di mercato che dovessero presentarsi?

Nel mondo dell’impresa molto spesso il concetto di talento assume questo significato. Le aziende bramano e rincorrono persone dotate di caratteristiche straordinarie in termini di competenze o abilità individuali che, una volta assunte, rivoluzionino l’intera azienda portandola al successo. Sono convinte che trovare un paio di questi elementi (il campionissimo delle vendite, il mago della finanza o il genio dell’informatica) risolverebbe per sempre i loro problemi.
Persone che, se anche esistessero, sarebbero comunque fuori dalla portata economica della maggior parte delle piccole e medie imprese del nostro paese.
Il concetto di talento per un’azienda dovrebbe avere una connotazione differente. Le imprese non dovrebbero puntare a cercare individui straordinari che cambino le sorti del business in una settimana.

I veri talenti per le PMI sono semplicemente persone che condividono i valori dell’azienda, sono produttive e creano risultati, portano un valore aggiunto in termini di atteggiamento, idee, competenze e creano un impatto positivo all’interno del gruppo. Per un imprenditore il talento è la persona che condivide i suoi progressi e non ostacola la loro realizzazione, propone idee innovative, diffonde il buon umore, si integra rapidamente nel gruppo, non ha costantemente bisogno di direttive e infonde passione in ciò che fa.

Quali sono le caratteristiche che identificano il talento?
La prima è il SENSO DI INADEGUATEZZA. Il talento è colui che, pur ottenendo buoni risultati, non si sente mai arrivato. Non ne sa mai abbastanza. Si sente sempre positivamente inadeguato per il proprio ruolo e quindi è costantemente focalizzato sull’auto‐miglioramento, continua ad aggiornarsi, è desideroso di imparare e di crescere, si confronta con i migliori e cerca di emularli.
La seconda è il SENSO DI URGENZA. Per un talento il momento giusto è sempre adesso. Scalpita dal desiderio di ottenere risultati, si attiva tempestivamente per realizzare le idee che ha pensato. Non ha tempo da perdere. Non vuole rimandare, aspettare, procrastinare. Vuole solo ottenere risultati e completare le cose in fretta.
La terza è la DISPONIBILITA AL CAMBIAMENTO. Diffidate di chi resiste al cambiamento e alle innovazioni. Di chi dice che tutto va bene perché ha sempre funzionato così. Queste persone non vi porteranno nel futuro e non faranno espandere la vostra azienda.
La quarta è l’ORIENTAMENTO A FARE PRIMA DI AVERE. Il vero talento prima agisce e porta risultati, poi chiede qualcosa in cambio. Non ha bisogno del gettone per fare qualcosa. Coloro che dicono “Per vendere i nuovi prodotti mi serve la brochure”, oppure “Sì, partecipo a questo progetto ma quanto ci guadagno?” sono collaboratori jukebox, nel senso che non funzionano se non inserisci il gettone; non sono veri talenti, per quanto possano avere capacità produttive o competenze tecniche specifiche.
Il talento invece possiede intraprendenza e iniziativa, si mette all’opera senza necessariamente aspettarsi un ritorno economico o un riconoscimento immediato; spesso si attiva anche su progetti non strettamente legati al suo ruolo specifico, motivati dal desiderio di contribuire e aiutare.
La quinta è l’ATTEGGIAMENTO NO PROBLEM. Il talento è focalizzato sui risultati e pensa che qualsiasi ostacolo possa essere superato e qualsiasi difficoltà risolta. È più concentrato sulle soluzioni che sui problemi e sa che può contribuire a migliorare l’azienda in cui lavora risolvendo personalmente le difficoltà che incontra, evitando che queste arrivino ai suoi responsabili. “Ok, me ne occupo io…” è una delle sue frasi ricorrenti. Quanto vale per un imprenditore sapere di avere in azienda qualcuno che gli porta delle soluzioni ai problemi?

Quando entrano in azienda individui che portano nuova vitalità, che grazie al senso di urgenza mantengono un ritmo di lavoro molto elevato, che hanno un atteggiamento no problem, le persone che già lavorano in azienda, magari un po’ sopite e adagiate nella routine, si trovano davanti a un bivio: rimettersi in gioco e adottare un atteggiamento più positivo e produttivo… oppure essere tagliate fuori.

Si innesca in maniera spontanea una sorta di selezione naturale: i più abili, produttivi e reattivi al cambiamento sopravvivono, gli altri non riescono o non vogliono adattarsi al cambiamento e di conseguenza frequentemente lasciano l’azienda. Questo meccanismo è particolarmente potente perché è il gruppo stesso che lo attiva, senza l’intervento diretto dell’imprenditore.
Ciò avviene perché le persone positive e volenterose che lavorano in azienda cominciano a diventare insofferenti nei confronti di chi rallenta il ritmo, “mette i bastoni tra le ruote” o in qualche modo frena le iniziative, portando problemi, diffondendo malumore e criticismo, adottando la linea del “è difficile, non si può fare”.
Grazie alla nostra esperienza di consulenza in azienda, abbiamo osservato questo meccanismo all’opera in decine di casi. Il miglioramento progressivo della qualità dei membri del gruppo genera un “auto esilio” dei collaboratori meno produttivi o più problematici. E questa è un’arma che l’imprenditore deve conoscere e deve saper utilizzare, anche in considerazione del fatto che opera in un mercato del lavoro fortemente bloccato e vincolato, per cui di fronte a situazioni problematiche relative al personale molto spesso si ritrova impotente. Di conseguenza, fare in modo che il gruppo stesso si attivi in questa direzione è la soluzione più intelligente ed efficace da attuare, nella certezza che, anche se talvolta i risultati non saranno immediati, nel lungo periodo la strategia funzionerà.

Non si sorprenda quindi un imprenditore se, dopo aver inserito alcune persone di talento in azienda, si ritroverà, da un lato, qualche collaboratore sopito che improvvisamente si risveglia dal torpore e migliora fortemente la sua produttività, dall’altro qualcuno di quelli un po’ problematici che gli comunicherà di non sentirsi più in sintonia con il nuovo corso che ha intrapreso l’azienda e rassegnerà le dimissioni.
Il concetto della mela marcia funziona anche al contrario. È il concetto della “mela sana”.

Naturalmente non si è mai vista una mela sana migliorare le altre mele presenti nel cestino…. Ma fra gli esseri umani fortunatamente funziona.
Un individuo allegro e brillante contagia positivamente chi gli sta attorno. Tra le persone si manifesta un impatto contagioso anche in senso positivo. Ecco perché il fatto di inserire persone di talento in azienda non deve essere visto semplicemente come un’azione di miglioramento nel breve termine, ma come un’attività strategica che conduce alla crescita dell’azienda nel tempo. Un’attività strategica imprescindibile, per qualsiasi PMI.

Se è vero che le aziende sono fatte di persone, è vero che le persone possono cambiare le aziende.
Quando trovi le persone giuste non esistono progetti troppo complessi, obiettivi troppo difficili o sogni troppo ambiziosi.

Prima “chi” e poi “che cosa”, significa scegliere prima le persone e poi i progetti.
Assolutamente in contro tendenza rispetto a quello che usualmente avviene nelle aziende, dove prima si decide cosa
fare (o semplicemente si hanno delle esigenze operative da risolvere) e poi si cercano nuove persone per farlo.
Ma come si fa a riconoscere un CHI? Un CHI è qualcuno che crea qualcosa dal niente. E si differenzia dalle molte persone che “creano il niente da qualcosa”.

Il CHI è l’anima che soffia vita nel progetto, è il risolutore dei problemi, è per tutti quanti il simbolo del “Si può fare”.
Quando un’azienda trova un CHI, è in grado di realizzare progetti e conseguire obiettivi che prima sembravano impossibili o che addirittura non aveva ancora concepito. Un CHI non è mai un costo, anche quando non è ancora chiaro di cosa dovrà occuparsi, perché potrebbe espandere qualsiasi area che gli venga assegnata o addirittura proporre e realizzare da sé una nuova idea. Un CHI crea sempre valore aggiunto in azienda, è in grado di trasformare qualunque progetto gli venga affidato in qualcosa di economicamente vantaggioso per l’azienda e in un’opportunità di crescita.
Spesso è il propulsore di nuove iniziative e lo stimolo per tutti quelli che gli stanno intorno.
A ogni imprenditore, almeno una volta, è capitato di trovare un CHI. Forse è il socio con cui ha deciso di avviare l’attività, magari è il miglior venditore che ha in azienda, forse è quel responsabile che gli risolve tutti i problemi e di cui si può sempre fidare, o quel collaboratore che è sempre sorridente e fa il suo lavoro con passione.
Una persona così ti ridà il sorriso ti fa tornare la voglia di intraprendere, di lanciarsi sul mercato con nuovi progetti, ti fa sentire che non sei solo. Riaccende le tue speranze. Basta una persona giusta per cambiare per sempre la tua azienda. Perché una persona giusta porta nuova linfa e nuovi stimoli. Perché le puoi delegare compiti e responsabilità, mentre tu ti dedichi a qualcos’altro. Perché si occupa dei tuoi clienti come faresti tu. E non ti dà preoccupazioni. Una persona così ti fa innamorare nuovamente del tuo lavoro e della tua azienda.
Ma se oggi guardi la tua azienda e ti sembra di non avere persone così attorno a te, vuol dire che hai smesso di cercarle.
Hai smesso di crederci. Non è un problema di selezione. È una questione di convinzione.
Devi ricominciare a crederci. Perché queste persone esistono, anche per la tua azienda. E sono là fuori che ti stanno aspettando. IDENTIFICA LE PERSONE CHE POSSONO AIUTARTI A RENDERE PROSPERA L’IMPRESA.
L’intraprendenza, la motivazione e le capacità delle persone che ha all’interno dell’impresa, costituiscono la principale fonte di ricchezza di ogni imprenditore.
Le nostre imprese crescono, prosperano e fanno utili quando sono composte da esseri umani capaci, coinvolti e motivati.
Il nostro ruolo esiste per aiutarli ad incontrare, identificare ed attrarre nella tua impresa proprio queste persone.

Dal libro “Scegli chi ti aiuta” di Flavio Cabrini e Federica Broccoli

Condividi:
2018-03-11T17:24:39+00:00

In evidenza

Non ci sono eventi in arrivo al momento.

Courses

Articoli recenti

Contact